Frame della testimonianza di un ex-internato dell'Ospedale Psichiatrico Santa Maria della Pietà di Roma

DA VICINO NESSUNO È NORMALE

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DA VICINO NESSUNO È NORMALE

DA VICINO NESSUNO È NORMALE

Portatori di storie

ambienti sensibili

Roma, Biblioteca Cencelli, Santa Maria della Pietà, Museo Laboratorio della Mente, 2012
  • Descrizione
  • Scheda Tecnica
  • Credits

A più di 30 anni dalla legge Basaglia, i servizi di salute mentale in Italia sono oramai ampiamente integrati nel Sistema Sanitario Nazionale. Nel complesso di Santa Maria della Pietà, ex-ospedale psichiatrico, il percorso del MUSEO LABORATORIO DELLA MENTE a piano terra, progettato da Studio Azzurro nel 2008, narra la storia dell’istituzione e le dinamiche dei manicomi. Da vicino nessuno è normale è un’anteprima del nucleo partecipativo del progetto per il secondo piano del museo, dedicato al racconto della rappresentazione sociale della malattia mentale, della discriminazione e dello stigma attraverso testimonianze dirette. L’opera è stata presentata nel novembre 2012 in una sede temporanea: le sale della Biblioteca Cencelli, nel Padiglione principale del complesso di Santa Maria della Pietà.

Da vicino nessuno è normale è un ambiente sensibile, uno spazio interattivo che permette di ascoltare le testimonianze di ex-internati, parenti, medici, operatori e infermieri dell’Ospedale Psichiatrico Santa Maria della Pietà, ma anche di decostruire preconcetti sulla malattia mentale.

Il visitatore è accolto in una sala della Biblioteca Cencelli, custode di un fondo con volumi che risalgono al XVI secolo. Tra gli scaffali vi è una lunga parete, su cui sono proiettate figure in cammino. Come in altre opere del ciclo Portatori di storie, il visitatore può scegliere di fermare un personaggio, toccandolo con la mano per ascoltarlo. Questi si arresta e gli rivolge alcune parole, una breve frase su di sè. Se il visitatore vuole udire il suo racconto può accompagnarlo verso la stanza affianco, conducendolo con la mano fino alla fine della parete. Lì il personaggio si mette in fila dietro le altre figure condotte dai visitatori e attende il suo turno. Questo gesto – accompagnare, attraverso il contatto fisico – stabilisce una dimensione personale e di relazione tra visitatore e personaggio. Quando la stanza si libera, la figura compare seduta dall’altra parte e, in una condizione più intima, inizia a raccontare la sua storia. Talvolta, ascoltandola, il visitatore si può trovare sorpreso ad avere scambiato, dall’apparenza e da quelle brevi parole udite poco prima, medici e internati. E si costringe, così, a ripensare le proprie categorie, la propria facilità di giudizio, le proprie considerazioni sulla malattia mentale.

4 videoproiettori
2 computer
striscia LED IR
2 camere IR
2 schermi in cartongesso da proiezione con pedana

Progetto a cura di Studio Azzurro e UOS Centro Studi e Ricerche Museo Laboratorio della Mente ASL Roma E
Direzione scientifica Pompeo Martelli
Ideazione e Regia Paolo Rosa
Fotografia Fabio Cirifino
Coordinamento progetto e produzione esecutiva Olivia Demuro
Coordinamento ricerca tecnologica Marco Barsottini
Sviluppo e implementazione software Lorenzo Sarti
Operatore video Rocco Cirifino
Assistenza alla regia sul set Alice Fratti
Post-produzione e compositing Matteo Cellini, Mauro Macella, Salua Nardinocchi
Montaggio testimonianze Mauro Macella, Monica De Benedictis, Silvia Pellizzari
Progettazione sistemi di comunicazione Giorgia Borroni
Suono e musiche Tommaso Leddi, Yugen
Allestimento Diego Quagliarella
Coordinamento generale Reiner Bumke
Enti Promotori Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport Regione Lazio, Azienda Unità Sanitaria Locale Roma E

Progetto per la raccolta delle testimonianze sui percorsi di cura e promozione della salute mentale in collaborazione con UOS Centro Studi e Ricerche Dipartimento Salute Mentale, Pazienti, Familiari, Operatori ASL Roma E