Bamiyan Living Culture

BAMIYAN LIVING CULTURE / A DIARY ABOUT A PROJECT

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BAMIYAN LIVING CULTURE / A DIARY ABOUT A PROJECT

BAMIYAN LIVING CULTURE / A DIARY ABOUT A PROJECT

ambiente video per 6 schermi sincronizzati

videoinstallazioni

Firenze, 2017
  • Descrizione
  • Scheda Tecnica
  • Credits

Un sopralluogo, un’esplorazione, una raccolta di appunti. Tanti incontri con chi vive a Bamiyan. Sei schermi sincronizzati dispiegano scenari e interviste avvicinando l’osservatore alle abitudini e alle attività, ai paesaggi e ai temi più sensibili per il territorio di Bamiyan.

L’installazione presenta i primi risultati di un progetto di cooperazione teso a tutelare e valorizzare il patrimonio culturale immateriale di Bamiyan, condotto dal Laboratorio congiunto SAGAS-Studio Azzurro. Le immagini si riferiscono alla fase di interlocuzione e di ricerca con individui e personalità rappresentativi delle diverse comunità locali.

La valle di Bamiyan, collocata a 2500 m di altitudine e stretta fra la catena dell’Hindu Kush a nord e le montagne del Kuh-e Baba a sud, è stata per secoli una tappa obbligatoria sulla Via della Seta. Successivamente, il riorientamento delle principali rotte commerciali internazionali ne ridusse l’importanza. Bamiyan divenne tristemente nota all’opinione pubblica mondiale nel marzo 2001, quando il regime talebano vi distrusse le due gigantesche e secolari statue di Buddha. I conflitti armati che affliggono l’Afghanistan ormai da decenni hanno accentuato l’isolamento di questa valle montana, abitata da una popolazione di etnia hazara di fede sciita, ma con importanti minoranze tadjike di fede sunnita. La valle conserva a tutt’oggi un assetto marcatamente rurale e stili di vita tradizionali, ma il potenziamento in corso nelle vie di comunicazione terrestri ed aeree e le condizioni di relativa sicurezza rispetto al resto del paese vi stanno richiamando nuove energie e popolazione. Oggi Bamiyan è la città con il più alto tasso di incremento demografico nel paese. Col nostro lavoro stiamo cercando di comprendere e aiutare a gestire questo delicato momento di passaggio.

6 picoproiettori
6 lettori multimediali
2 casse audio
6 schermi di policarbonato trattati

Progetto Studio Azzurro
Regia Fabio Cirifino
Fotografia Fabio Cirifino
Montaggio video Alberto Danelli
Collaborazione al progetto Laura Marcolini

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