BAMYAN CULTURAL LANDSCAPES

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BAMYAN CULTURAL LANDSCAPES

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Bamyan Cultural Center, Bamyan, 2025
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La valle di Bamiyan è parte dell’asse principale ovest-est situato tra le montagne dell’Hindu-Kush e del Kuh-e Baba, che ha collegato per secoli l’Europa e la Persia con l’India e la Cina. I fondovalle che si uniscono nel bacino di Bamiyan si trovano a un’altitudine media di 2.490 m s.l.m. e formano una delle rare aree fertili dell’Afghanistan. Gli ambienti fisici della valle, insieme agli elementi antropici, costituiscono parte integrante dell’eccezionale Paesaggio Culturale di Bamiyan.

Nel 2003 il “Paesaggio Culturale e i Resti Archeologici” di Bamiyan sono stati iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La valle di Bamiyan, infatti, combina in modo unico – nel quadro di un eccezionale paesaggio culturale – resti archeologici del centro più occidentale della cultura buddista (Gandhara) con importanti testimonianze dell’epoca islamica, in particolare dei tempi Ghoridi. Contemporaneamente Bamiyan è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo a causa delle sfide continue per la conservazione e lo sviluppo del sito.

Di fronte alle nicchie vuote dove fino al 2001 erano presenti le statue dei grandi Buddah, si affaccia il nuovo Bamiyan Cultural Center, proposto come luogo di incontro identitario delle popolazioni afghane. All’interno degli ampi spazi dell’edificio la luce naturale filtra dai lucernari e si fa segno preciso e neutrale, poi lentamente si muove lasciano spazio alle immagini in movimento che, come tracce residue di luce, raccontano storie. I due grandi edifici composti da diversi ambienti sono suddivisi tematicamente in sei sezioni: La Valle, Il Patrimonio, Il Lavoro, La Città, L’Artigianato, Le Persone. Per ogni sezione le immagini in movimento sono accompagnate da stampe fotografiche che ritraggono le persone, rappresentanti di una più vasta comunità che abita il territorio.

Il progetto espositivo nasce da una ricerca ventennale sviluppata dal Laboratorio di Geografia Sociale dell’Università degli Studi di Firenze e attraverso i materiali raccolti sul campo, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e UNESCO.

36 programmi video

4 videoproiettori

24 monitor
 43"
5 monitor
 55"
3 monitor
 24"
8 coppie di diffusori audio

1 sensore di prossimità
36 lettori multimediali

Direzione Scientifica Mirella Loda, Manfred Hinz, Brendan Cassar
Direzione Artistica Studio Azzurro

Direzione della fotografia Fabio Cirifino
Riprese video e foto Michelangelo Sangiorgi
Testi e grafica Laura Marcolini, Erica Gariboldi
Montaggio e postproduzione video Michelangelo Sangiorgi
Grafica animata Arcangela Varlotta
Suoni Riccardo Lazzarato
Progetto tecnico allestitivo Daniele De Palma
Allestimenti multimediali NeoTech srl
Service Tecnologico Afgan Technics

Progetto supportato dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e con progetti di tutela del patrimonio culturale sostenuti da UNESCO.