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TRAIETTORIE CELESTI

Cavaillon, Esposizione Internazionale "L'amour de Berlin"

1990

"Traiettorie celesti  però sollecita subito un nuovo quesito: è possibile che alle mura verticali si siano sostituite delle barriere orizzontali dalle dimensioni incalcolabili,costruite con materie virtuali;delle orbite stratificate che forniscono varie immagini del pianeta e della sua vita,delle visioni simulate dalle forme complesse e seducenti;delle reti invisibili che controllano e filtrano diversi stadi proteggendo privilegi,accrescendo divisioni,producendo nuove differenze?"

(Studio Azzurro-1990)

Una parte di un cielo elettronico, sospeso sopra le teste dei visitatori, è precipitata al suolo intrappolando nel riflesso del lucido pavimento l'immagine di una colomba. In alto, nei monitor, lo sguardo "capovolto" di un satellite Meteosat percorre e indaga la superficie della terra. La narrazione di Traiettorie Celesti prende spunto dal titolo della rassegna che l’ha ospitata: "L'amour de Berlin". L'assonanza con "le mur de Berlin" suggerisce una riflessione sul Muro come confine che delimita le aree del mondo. Oggi gli sguardi dei satelliti, l'istantaneità delle comunicazioni, la penetrabilità delle frequenze, sembrerebbero scavalcare ogni frontiera. Ma forse esistono nuove barriere invisibili che accrescono divisioni e proteggono privilegi, reti in cui rimane intrappolata anche "la colomba" scelta come simbolo per la sua libertà di stabilire traiettorie che superano frontiere e muri.

Descrizione Tecnica :

videowall sospeso, monitor e immagini Meteosat

Crediti:

Progetto: Studio Azzurro