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STORIE PER CORSE
"Storie per corse si avvale di una drammaturgia minimale,costruita sulla soggettiva di un uomo che corre e che percepirsce quei frammenti di vicende". (Percorsi tra video,cinema e teatro-Electa-1995)
1985
Storie per corse n. 1
E’ come se nell’accellerazione costante imposta da quest’epoca si percepisse solo l'effetto del movimento, ma non più la causa. Con questa sensazione di fondo si forma l'idea di sperimentare una trappola: una corda tesa di traverso a questa folle corsa senza prevenire con il pensiero quello che accadrà. Nascono le Storie per corse. Il dispositivo è così congegnato: una serie di monitor disposti a terra e con lo schermo orizzontale, accostati come a formare un tapis-roulant entro cui si incanalano immagini inafferrabili, fluido che scorre da un televisore all'altro facendo scorgere solo le linee direttrici del movimento. Un ritmo incalzante che si interrompe di colpo nel momento in cui questo procedere è attraversato da apparizioni non prevedibili. Inciampando nell'accadimento, la "velocità" si congela in una sola immagine di se stessa. Allora, dal sentiero luminoso interrotto, questa figura si rende distinguibile, esce dal percorso e, attraverso il lento susseguirsi d’immagini dissolte da due diaproiettori, si libera nell'ambiente.
Descrizione tecnica:
Video installazione 10 monitor, 6 programmi video, 6 proiezioni per corridore e scenario etrusco.
Crediti:
Produzione: Studio Azzurro per il Centro Multimediale di Volterra nell'ambito di “Progetto Etruschi”; interprete: Aurelio Gravina; musiche originali: Roberto Musci, Giovanni Venosta.
1986
Storie per corse n°2- Correva come un lungo segno bianco.
La vicenda di questo spettacolo, che sviluppa il progetto Storie per corse, si dissolve in uno scenario fitto di bambù che, in modo meraviglioso e inquietante, cerca di imprigionare le immagini senza mai rendercele nella loro integrità. Lo spazio è attraversato da un segno luminoso: un lungo percorso di schermi orizzontali su cui scivolano differenti tracciati. Su di esso gravita la storia di Orfeo: il suo canto che aveva domato animali selvatici, dei, uomini, cose. L'inseguimento e la discesa agli inferi e infine la lunga strada bianca che attraversa il buio. Lo sguardo all'indietro fa svanire l'immagine. Metaforicamente la corsa di Orfeo è la nostra corsa per cercare un orientamento nel labirinto della condizione contemporanea, dove spesso occorre individuare nel movimento ciò che lo produce.
Descrizione tecnica:
5 attori, un cantante, 40 monitor e 4 telecamere
Crediti:
Produzione: Fabio Cirifino, Leonardo Sangiorgi, Paolo Rosa; riprese: Mario Coccimiglio, Italo Pesce Delfino e Giuseppe Baresi; musiche di Roberto Musci e Giovanni Venosta; direzione teatrale: Giorgio Barberio Corsetti; aiuto alla regia: Elena Dapporto; attori: Anna Paola Bacalov, Sandro Bittuleri, Philippe Barbut, Giorgio Barberio Corsetti, Giovanna Nazzaro e Benedetto Fanna
Storie per corse n°3- Angolo di prova
Descrizione Tecnica:
Video installazione sincronizzata con 18 monitor e performance live di un attore.
Crediti:
Interprete: Aurelio Gravina; musiche di Roberto Musci, Giovanni Venosta, Luca Mayer
Storie per corse n°4
Descrizione Tecnica :
Video in 28 monitor, 3 programmi, 6 proiezioni sincronizzate.
1989
Storie per corse n°5-Il ritmo inseguito
Descrizione Tecnica :
Videopercorso per 18 monitor e diaproiettori sincronizzati











