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KEPLER'S TRAUM
Linz, Brucknerhaus, Ars Electronica
1990
Ogni giorno i rilevatori geostazionari Meteosat, analizzano la superficie della Terra ed esplorano il vuoto dell'universo, mostrandocene una visione mobile e dai colori sintetici che rappresenta il dominio materiale sul mondo. Queste riflessioni, sono state riprese insieme al compositore Giorgio Battistelli, per realizzare un'opera di teatro musicale allestita per il Festival Ars Electronica di Linz e dedicata alla figura di Keplero. Il testo di riferimento scelto era assai particolare e simile a un episodio di fantascienza antelitteram: Somnium, del 1609.L'immagine in diretta della Terra, trasmessa in collegamento Meteosat, durante lo svolgimento dello spettacolo è il momento centrale, il cuore della messa in scena dell'opera. Due videoproiettori ruotanti su differenti orbite, imprimono le loro informazioni, su un grande schermo semicircolare. Tra questi elementi giostrano le presenze dei cantanti interpreti e dell'orchestra stessa, che non è collocata, secondo tradizione, a margine dello spettacolo ma entra nello stesso. Un attore, travestito da orchestrale, con quel tocco di ironia che si addice ad un demone, manovra e illustra questo "planetario" svelandoci una sua "maschera" dell'universo.
Descrizione tecnica:
videoproiettori mobili, uno schermo curvo, due telecamere e collegamento in diretta con il satellite Meteosat
Crediti:
musica e parole: Giorgio Battistelli;regia: Paolo Rosa; fotografia: Fabio Cirifino; operatori: Mario Coccimiglio, Elmar Bartlmae; montaggio: Cinzia Rizzo;performer: Moni Ovadia, Elisabeth Lang (mezzo-soprano), Timothy Breese (baritono/barytone), Giovanni Trovalusci (solista), Ensemble Officina Musicale Italiana;direzione d’orchestra: Orazio Tuccella








