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GIACOMO MIO, SALVIAMOCI!

Macerata, Teatro Lauro Rossi

1998

Un’imponente orchestra abbraccia l’unico personaggio in scena: un conferenziere che recita il proprio omaggio alla nascita del poeta. Davanti a lui si distende un immenso tavolo: è la scrivania-mondo di Leopardi su cui gli spettatori, dalle balconate, possono osservare lo svolgersi delle immagini. La narrazione si snoda attraverso l’intenso dialogo tra la componente musicale, quella letteraria e visiva; le varie parti si affiancano per tutto il tempo, ma non sono mai didascaliche l’una dell’altra. Anzi questo piccolo affresco si rivela proprio negli attraversamenti, nelle differenze, nelle sottili vibrazioni procurate dagli accostamenti, nella sorpresa di fugaci sovrapposizioni, nei vuoti lasciati da queste tre narrazioni parallele.

Descrizione tecnica:
Scrivania (6x8m), 6 proiettori, 6 laserdisk, 1 PC

Crediti:
progetto e produzione: MacerataOpera/RAI-SAT, RadioRai; regia: Paolo Rosa; fotografia: Fabio Cirifino; aiuto regia: Davide Sgalippa; software: Orf Quarenghi; riprese: Riccardo Apuzzo; montaggio: Paolo Ranieri; collaborazione ai testi: Tina Porcelli; voce in scena di U. Orsini; solisti in scena: N. Raffone, L. Venitucci; live electronics e regia del suono: A. Vidolin; Orchestra Filarmonica Marchigiana; direttore: Donato Renzetti.