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TRITTICO MARGHERA

Marghera,  Padiglione Antares, “Identificazione di un paesaggio”

2000

"Piccole impronte,minuscoli accadimenti che si scontrano con gli immensi spazi vuoti o devastati. Le grandi cattedrali,gli intrecci arruginiti,i bunker di cemento armato insidiati da minuscole fessure,piccoli paradisi per nuove vegetazioni. L'inferno ha finito di ardere e lascia spazio ai primi segni di vita."

(da Immagini Vive, Electa 2005, pag. 168)

Porto Marghera. Si cercano segni in un territorio avvelenato, duro. Si scoprono forme di vita: un embrione di fertilità mescolato alle rimanenze di una popolazione che lì ha abitato e sofferto e, in questa sofferenza, si è anche riconosciuta. Piccole impronte che si scontrano con gli immensi spazi vuoti o devastati. Le grandi cattedrali, gli intrecci arrugginiti, i bunker di cemento armato insidiati da minuscole fessure, piccoli paradisi per nuova vegetazione. L’inferno ha finito di ardere e lascia spazio ai primi segni di vita. Lo sguardo indaga, ricerca e riquadra le microscopiche presenze nelle pozze, sotto le polveri, tra la leggerezza delle piume. Il nostro vedere si materializza sui tre schermi che sincronizzano le impressioni, le emozioni e le paure.

Descrizione Tecnica:
3 schermi

Crediti:
Progetto: Fabio Cirifino e Paolo Rosa; regia: Paolo Rosa; fotografia: Fabio Cirifino; operatore: Mario Coccimiglio; montaggio sincronizzato: Fanny Molteni; collaborazione alle riprese: Fanny Molteni e Antonio di Napoli; coordinamento organizzativo: Rita Bertoni. Commissione: Comune di Venezia