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IL SOFFIO SULL' ANGELO (primo naufragio del pensiero)

Pisa, Sala Finobacci, Università degli Studi

1997

"Nel pensare ad un’opera aerea, ci sono venuti in mente come riferimenti certi affreschi realizzati sui soffitti specie in epoca barocca. Grandi aperture verso il cielo con nuvole e angeli svolazzanti. La figura dell'angelo come quella delle nuvole, risolte successivamente attraverso l'impiego di tre grandi paracadute, ci è risultata da subito stimolante."

(da "Studio Azzurro. Ambienti sensibili", Electa 1999, pagg.67-72.)

Tre grandi paracadute come nuvole su cui strane figure aleggiano aeree, leggere: angeli forse decaduti a causa di qualche intemperanza. Sono figure terrene, delineate fuori, ma vuote dentro: per questo galleggiano nell’aria cercando di aggrapparsi a degli oggetti, di appendersi come naufraghi al loro relitto. Sembra che tutto sia racchiuso in una calma apparente, sino a quando il soffio degli spettatori non raggiunge i paracadute: esso si dilata e scaraventa l’angelo fuori dal suo opaco fluire, il suo "vuoto" equilibrio può esplodere o essere spinto lontano. Il paracadute – "oggetto di salvezza" – si anima di molti suoni: soffi leggeri, modulati, dolci, altri meccanici, pneumatici.

Descrizione Tecnica:
3 paracadute, 12 videoproiettori, 2 balaustre interfacciate, 12 laserdisk, 1 PC, 1 campionatore

Crediti:
Progetto:Studio Azzurro; regia: Paolo Rosa; fotografia: Fabio Cirifino; operatore: Riccardo Apuzzo; progetto informatico: Stefano Roveda; software: Orf Quarenghi; montaggio: Fanny Molteni; suoni: Davide Rosa; montaggio suono: Riccardo Castaldi, Tommaso Leddi; assistente alla regia: Davide Sgalippa; performer: Gruppo teatrale “L’Arrocco” (D. Consoli, G. De Paolis, A. Manera, G. Mendini, E. Ferrario, A. Ricciardi, E. Mendini, L. Perelli, M. Sgalippa, F. Rossi, S. Ferrari); assistenza alla produzione: Elisa Mendini; produzione: Studio Azzurro in collaborazione con l’Associazione Culturale L’Occhio di Pisa e Fondazione Teseco per l’Arte