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...E QUINDI USCIMMO A RIVEDER LE STELLE
Forte di Bard, "In cima alle stelle"
2007
"Le parole finali di Dante, nel canto dell’Inferno, si aprono alla visione del cielo, allo spazio infinito, al mistero delle stelle. Un verso liberatorio dopo il drammatico e appassionante viaggio tra cerchi e gironi scavati nelle viscere della terra. Sarebbe sin troppo ovvio comparare ad esso la nostra necessità, direi scoperta, di "uscire a riveder le stelle", a fronte del mondo di inquietudine e turbamento in cui ci troviamo. Ma la voglia di guardar lontano, o forse di guardarci da lontano nella nostra minuscola dimensione, tra le nostre piccole beghe, le nostre grandi guerre, dentro il concreto inferno che ci stiamo costruendo intorno, ci ha portato ad affrontare con molta passione questo ciclo di opere."
(Paolo Rosa- 2007)
Attraverso quattro ambienti sensibili dedicate al tema della relatività secondo le teorie di Albert Einstein, il visitatore è invitato a scoprire e sperimentare in ambienti immersivi le dinamiche che regolano il concetto spazio tempo nell’universo; il ritardo con il quale perviene sulla terra la luce solare, la deformazione dello spazio tempo in presenza di massa, l’estensione delle galassie. Si parla spesso di artisti che inseguono un rapporto con la scienza e la tecnica, ma è da sempre che egualmente gli scienziati cercano un dialogo con l’arte. Di esempi, come quello straordinario citato, ne esistono molti: Keplero si immagina sulla luna ad osservare la Terra, e così Newton, Darwin, Einstein fanno ricorso ad incursioni nell’immaginifico come se questo territorio fosse il "luogo" dove generare le condizioni della conoscenza, l’habitat in cui dare forma alle sensazioni. Questo è il territorio impalpabile da dove gli artisti, gli scienziati traggono la loro visione. Tentiamo così di avventurarci in un universo concettuale affollato di complesse regole scientifiche che non possono essere ignorate nè precisamente mostrate, penetriamo i gironi della fisica e della chimica con la complicità di preziosi scienziati e chiamiamo a condividere questa piccola avventura un pubblico che resta sempre per noi l’interlocutore privilegiato.





