STUDIO AZZURRO. L'ESPERIENZA DELLE IMMAGINI

STUDIO AZZURRO. L'ESPERIENZA DELLE IMMAGINI

a cura di Valentina Valentini

Milano - Udine, Mimesis / Resilienze, 2017

L’esperienza delle immagini esplora alcuni concetti fondativi della ricerca e della produzione di Studio Azzurro che va dagli anni Ottanta ai primi decenni del nuovo secolo, connessa alla sperimentazione delle nuove tecnologie. I saggi che compongono il volume si interrogano sulla riconfigurazione del tempo e del racconto; sulla dimensione della liveness, del tempo reale, la percezione aptica e incoativa dell’immagine, l’immagine sonora, il ruolo dello spettatore e la dimensione rituale nelle installazioni interattive, la dimensione collettiva della fruizione che  richiede un fare e un condividere. Dalla analisi di questi e altri concetti che i contributi di Roberto Calabretto, Derrick de Kerckhove Roberto Diodato, Paolo Fabbri, Pietro Montani, Silvana Borruti, Valentina Valentini elaborano, emergono i tratti peculiari della sperimentazione di Studio Azzurro, quale l’andare oltre il concetto di opera, per presentarsi come un work in progress e funzionare come dispositivo di pensiero e sensibilità.

FILM E VIDEO

FILM E VIDEO

STUDIO AZZURRO

Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2016

Parallelamente alla mostra STUDIO AZZURRO, immagini sensibili (Palazzo Reale, Milano 9 aprile - 4 settembre 2016) si è tenuta una rassegna di film e video realizzati da Studio Azzurro dal 1980 a oggi. 
La parte video è costituita da materiale quasi totalmente inedito. Il volume, gemello del catalogo della mostra, rende conto dei lavori non installativi con un'impostazione cronologica che permette di avere un panorama completo e organico della produzione di Studio Azzurro. 

Il volume, oltre ai testi di Paolo Rosa e Studio Azzurro, presenta un'ampia introduzione di Angela Madesani e raccoglie contributi di Lionello Cerri, Gino Di Maggio e Lara Fremder. 

IMMAGINI SENSIBILI

IMMAGINI SENSIBILI

STUDIO AZZURRO

Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2016

Il catalogo della mostra retroprospettiva a Palazzo Reale (Milano, 9 aprile - 4 settembre 2016), STUDIO AZZURRO, immagini sensibili, è un volume che raccoglie trentacinque anni di lavoro. Introdotto da testi di Studio Azzurro e Valentina Valentini e da un contributo di Andrea Balzola, raccoglie testi storici che hanno segnato i nodi più significativi del percorso artistico del gruppo.
Il taglio cronologico permette di orientarsi nella trasversalità dei lavori realizzati da Studio Azzurro dalla sua fondazione. A ogni opera è dedicata un'ampia scheda che raccoglie materiali progettuali, backstage, fotografie e alcuni materiali inediti, come il testo che segue.

Perché azzurro?

Le nostre scelte, le nostre modalità hanno determinato di formare un'entità autonoma, organizzata, autosufficiente e svincolata per necessità e virtù dal sistema dell'arte. Sin dall'inizio ereditiamo questo nome, scegliamo di dare ad esso continuità derivando la nostra struttura dall'originario studio fotografico. 
Il senso dello stesso non ha mai avuto una forma chiara: un nome così, perché è un colore, perché è astratto, perché ci piace. Un nome di un gruppo? per certi versi si ma nel corso del tempo e nel proseguimento dell'esperienza prende forma il suo proprio significato, che ora si adatta precisamente al progetto. L'entità prende la sua identità e alimenta il formarsi di un clima interno in cui, dissolta in parte la figura autoriale assoluta, tutti concorrono a generare un habitat creativo in cui ciascun autore/progettista/regista/artista ma anche tecnico/organizzativo/collaboratore attingono per dare coerenza e stile al proprio compito.

Azzurro dunque è l'alimento identitario, l'aria comune che dà vita al nostro percorso. Azzurra è l'atmosfera creativa che avvolge il nostro lavoro. Non identifica la solidità di un gruppo, ma la leggerezza di una visione che ci accomuna e che costruiamo giorno per giorno. Questo è il senso che, la definizione azzurro si è conquistato sul campo.

CAMPO CONTROCAMPO

CAMPO CONTROCAMPO

Studio Azzurro

Lea Mattarella

Salerno, Galleria Paola Verrengia, 2015

In occasione della mostra a cura di Lea Mattarella CAMPO CONTROCAMPO presso la Galleria Paola Verrengia (13 dicembre 2015 - 31 gennaio 2016) è stato pubblicato l'omonimo catalogo. 
La mostra presentava una serie di dittici fotografici inediti e un trittico video. 

«La nostra è una storia di sguardi. Noi, ci suggerisce con caparbietà questa mostra, vediamo. Siamo capaci di cogliere il farsi, il divenire di universi lontani tenuti insieme da qualcosa di misterioso. Studio Azzurro ce li offre in una nuova prospettiva, inaspettata eppure, a questo punto, irrinunciabile. La fotografia è di solito considerata un’immagine che respira in solitudine: vive dell’attimo, dello scatto che immortala per sempre un punto di vista, bello o brutto che sia. Non è come la pittura che fin da subito, si è prodigata a raccontare storie in dittici, trittici, polittici, cicli. Eppure qui viene esibita la possibilità di scatti che si stringono, convergono, battono lo stesso ritmo. Aver accostato le inquadrature di ognuna di queste immagini riconoscendo una fratellanza tra loro, averne evidenziato un doppio passo nel loro esistere come forma ha significato potenziarne l’impatto visivo, aumentarne la possibilità di fare mondo. Si è dato così vita a una vera e propria narrazione, all’interno di cui non c’è nessun altro oltre a noi che guardiamo. Siamo gli unici protagonisti». Dal testo di Lea Mattarella

GIULIANO MAURI, Architetture dell’immaginario

GIULIANO MAURI, Architetture dell’immaginario

Studio Azzurro, Francesca Regorda

A cura di Studio Azzurro, Archivio Giuliano Mauri, La Triennale di Milano

Catanzaro, Rubbettino, 2015

Occorrente: 4 carpentieri, giardinieri che sappiano lavorare di ferraglia. 1 ql filo ferro nero da carpenteria da 2mm. 2000 bastoni di faggio o castagno o pianta similare, forte e flessibile. G.M.

 

«Conoscevo Giuliano come artista già dagli anni Settanta. Ricordo, in particolare, una sua performance alla Palazzina Liberty, a Milano, in cui  presentava grandi tele che galleggiavano nell'aria, appese come panni. Un lavoro che dava un grande senso di libertà e leggerezza, che in quel periodo fu molto sentito e apprezzato. Nel lavoro che facevano artisti come lui era evidente per noi, appartenenti a una generazione più recente, un rapportarsi con l’arte che trasgrediva tutte le forme classiche che in quel momento conoscevamo.» F.C.

 

[Progetto grafico Marco Strina]

IN VIAGGIO CON L’ITALIA, Un racconto sonoro e visivo

IN VIAGGIO CON L’ITALIA, Un racconto sonoro e visivo

Studio Azzurro e TCI

Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2014

In occasione della mostra per i 120 anni dalla fondazione del Touring Club Italiano, Studio Azzurro ha progettato un percorso espositivo che ha messo in scena la storia e parte del vasto e prezioso archivio del TCI, negli spazi storici di Palazzo della Ragione. 
Il catalogo raccoglie testi e immagini nati per la mostra, nel corso della stretta collaborazione con il Centro Documentazione del Touring.

 

[Progetto grafico catalogo Magutdesign]

REVELACIONES MEDITERRÁNEO, La voz revela el tiempo

REVELACIONES MEDITERRÁNEO, La voz revela el tiempo

Studio Azzurro

Testi di Carmelo Di Gennaro, Laura Marcolini (Studio Azzurro), coordinamento Alessandra Picone

Madrid, Punto Verde, 2014

La nuova installazione e la mostra per la tappa spagnola del lungo lavoro dedicato al Mediterraneo sono state commissionate dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid.
Ne è nata anche la pubblicazione di un volume che raccoglie testi, materiali progettuali e fotografie di viaggio raccolti in preparazione dell’installazione interattiva, La voce rivela il tempo, realizzata nel territorio de La Mancha.

In Principio

In Principio

AA. VV.

A cura di Micol Forti e Pasquale Iacobone

Loreto, FMR-ARTE’ spa, 2013

Il catalogo del Padiglione della Santa Sede – presente per la prima volta alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2013 – raccoglie testi critici, testi degli artisti e immagini dei progetti commissionati a Studio Azzurro per il tema della Creazione, Josef Koudelka per il tema della De-Creazione, Lawrence Carrol per la Ri-Creazione.
Studio Azzurro rispose all’invito con la videoinstallazione interattiva in quattro parti In Principio (e poi), un ambiente sensibile strutturato nella forma dei Portatori di Storie.

Testi di: Paolo Baratta, Francesca Boschetti, Lawrence Carroll, Micol Forti, Alessandra Mauro, Rosalia Pagliarani, Antonio Paolucci, Gianfranco Ravasi, Studio Azzurro

PORTATORI DI STORIE, Da vicino nessuno è normale

PORTATORI DI STORIE, Da vicino nessuno è normale

Studio Azzurro e Pompeo Martelli

UOS Centro Studi e Ricerche, ASL Roma E, Studio Azzurro

Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2012

Il libro è stato pubblicato in occasione dell'anteprima dell'installazione Portatori di Storie, Da vicino nessuno è normale, allestita presso la Biblioteca Cencelli del Comprensorio Santa Maria della Pietà, di Roma, sede del Museo Laboratorio della Mente.
«Dal 2007 siamo impegnati in quello che ormai è un vero e proprio obiettivo condiviso con il Centro Studi e Ricerche della ASL Roma-E. Quello di rendere il Museo Laboratorio della Mente un’eccellenza nell’ambito dei Musei di Narrazione. 
Il mancato restauro del secondo piano dell’ex padiglione 6 del Comprensorio del Santa Maria della Pietà, ci ha fatto pensare che per rendere visibile quello che spesso si ferma e scompare per mancanza di fondi o lungaggini amministrative, bisogna metterlo in scena anche in maniera precaria e temporanea, come ce lo impone la società del nostro tempo. Così abbiamo reso visibili le storie di coloro che hanno vissuto questi spazi. 
Nel dicembre 2010 abbiamo realizzato in collaborazione con UOS Centro Studi e Ricerche, il Dipartimento Salute Mentale, i pazienti, i familiari e gli operatori della ASL Roma E. una raccolta di 50 testimonianze sui percorsi di cura e promozione della salute mentale. 
L’installazione che proponiamo nella Biblioteca Cencelli in forma di anteprima, è un’opera inedita con le testimonianze raccolte, che potrà raccontare l’impor- tante lavoro sulla salute mentale che il Museo sta progettando per il proseguimento del suo percorso narrativo.»

Studio Azzurro TEATRO

Studio Azzurro TEATRO

a cura di Noemi Pittaluga e Valentina Valentini

Roma, Contrasto, 2012

 

Il lavoro di Studio Azzurro si legge all’interno dei nuovi paradigmi connessi al mutamento che la scienza, le nuove tecnologie, l’estetica vanno elaborando a partire dagli ultimi tre decenni del XX secolo e oltre. Il volume analizza gli spettacoli musicali, teatrali, di danza del gruppo che sono una parte significativa della articolata produzione in cui il lavoro di Studio Azzurro in questi trenta anni si è dispiegato. La struttura portante del libro è data da una rigorosa ricostruzione degli spettacoli basata sui documenti conservati negli archivi di Studio Azzurro (schizzi, storyboard, testi, immagini fotografiche, recensioni, locandine) e sulla memoria diretta degli autori.

Molte domande attraversano i testi, in particolare: l’uso di dispositivi tecnologici ha narcotizzato o amplificato la dimensione teatrale? Una drammaturgia che ha come dispositivo costruttivo le nuove tecnologie è stata in grado di reinventare il medium teatro?

 

FARE GLI ITALIANI

FARE GLI ITALIANI

Studio Azzurro

Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2011

La mostra ripercorre i 150 anni della nostra storia unitaria utilizzando, in un percorso multimediale ed interattivo, una pluralità di linguaggi, dalla scultura alla pittura, dalla fotografia alle immagini cinematografiche, dalla radio alla televisione, dalla musica alla parola, dall'oggettivistica alle immagini virtuali. Emozione e conoscenza diventano la chiave per rivivere e interpretare il nostro passato e per comprendere come si sono formati gli italiani. L'ampio scenario delle Officine grandi riparazioni di Torino, che accoglie l'esposizione, è un'affascinante archeologia industriale che ha permesso di rappresentare lo spazio aperto del paesaggio italiano attraversato dalla sua Storia, dalle persone che lo abitano, dalla sua varietà e ricchezza, dove campeggiano come borghi, le aree tematiche e dove scorrono, come fiumi, i flussi del tempo e della storia.

L'ARTE FUORI DI SE' - Un manifesto dell’arte nell’era tecnologica

L'ARTE FUORI DI SE' - Un manifesto dell’arte nell’era tecnologica

Andrea Balzola, Paolo Rosa

Millano, Feltrinelli, 2011

Il libro nasce da anni di appunti e riflessioni suscitate dalla pratica quotidiana dell'arte e dell'insegnamento negli ambienti dove gli artisti si formano. Racconta esperienze, raccoglie considerazioni e propone antidoti e orizzonti per un nuovo orientamento.

Introduzione 
Coordinate per un’inversione di rotta

1. I PARADOSSI DEL CONTEMPORANEO
Per restituire all’arte la sua centralità sociale bisogna superare la tirannia dell’attualità imposta dai media e uscire dall’autoreferenzialità del sistema dell’arte contemporanea.

2. UN’ARTE CONSAPEVOLE  
L’arte, sempre alla ricerca “irresponsabile” di nuove esperienze, deve anche assumersi la responsabilità di agire consapevolmente per conquistare una nuova centralità nel processo di ridefinizione dell’etica e dell’estetica.

3. ARTISTA PLURALE  
L’artista plurale è colui che oltre a creare opere crea relazioni, agisce in una rete di interazioni senza perdere la sua dimensione autoriale.

4. SINESTESIE/ANESTESIE 
L’artista plurale si avvale di una tavolozza polisensoriale e sviluppa la capacità di far dialogare sensibilità diverse, che derivano da diversi modelli percettivi del reale o del virtuale.

5. LEVARE E RESTITUIRE ALL’INVISIBILE 
In un mondo già colmo di artefatti, le tecnologie portano all’eccesso la saturazione semiotica, ma offrono anche all’arte gli strumenti del togliere anziché del mettere. Riportando la forma all’invisibile e scongiurando la sparizione dell’arte attraverso l’arte della sparizione.

6. L’ESPLOSIONE DELLA RETE 
La rete è un medium “esplosivo” che traduce la virtualità in un sistema aperto e mutante di relazioni, veicolo della complessità e delle dinamiche sociali innovative del nuovo millennio.  L’arte attraverso la rete diventa connettiva, si nutre alla sorgente della creatività diffusa e costruisce ponti tra mondo virtuale e mondo reale.

7. L’INTERATTIVITA’ E LE SUE TRACCE  
L’interattività nella molteplicità delle sue forme e funzioni è l’elemento chiave delle trasformazioni sociali e culturali del terzo millennio. La ricerca artistica deve appropriarsene per farne un sistema aperto di espressione collettiva e uno strumento di dialogo tra autore e spettatore.

8. ARTE DELLE RELAZIONI E DEL DISPOSITIVO  
Creare un’estetica non più basata sulle forme e sulle cose ma sui comportamenti.

9. PERFORMATIVITA’, INTERATTIVITA' E DRAMMATURGIA DELL’HABITAT 
In una società dello spettacolo sempre più strutturata e sofisticata, creare un laboratorio antropologico permanente che produca anticorpi di consapevolezza e di creatività partecipata,  attraverso una drammaturgia dell’habitat e una performatività tecnologica diffusa.

10. MEMORIA ESPANSA, MEMORIA NARRANTE 
La pressione mediatica impone  un modo nuovo di produrre e riprodurre memoria, per evitare che essa sia ridotta ad un data base. Sfruttando il potenziale di delega che la tecnologia ci offre e coinvolgendo le risorse creative dell’arte, si possono aprire spazi personali e musei pubblici  in cui far incontrare la memoria con emozioni e narrazioni.

11. PASSAGGIO DI SAPERI E FORMAZIONE CONTINUA 
La dialettica permanente tra innovazione tecnologica, esperienza creativa e riflessione teorica, comporta un processo di formazione continua e una revisione radicale dei modelli di formazione artistica.

12. PENSARE CON LE MANI 
L’arte tecnologica non abolisce la manualità, ma rilancia la pratica del fare e la pratica del disegno in una nuova dimensione progettuale.

13. IL DONO, IL RITO E LA BELLEZZA 
L’artista plurale attiva una dimensione rituale partecipativa, senza gerarchie e senza chiusure, dove l’azione artistica ritorna ad essere “pratica del dono” e ricerca di una bellezza generativa di rinnovate sensibilità.

14. L’ARTE E IL FUORI DI SE’
La follia è un mondo di sofferenza profonda e di visioni estreme, che può nutrire l’immaginario artistico. Oggi che molta arte vive di emozioni artefatte e filtrate dai media, il contatto con questa radicale alterità può sensibilizzare gli artisti a percezioni non ordinarie della realtà e a una dimensione umana più intensa.

15. L’ARTE SI FA POLITICA  
L’arte diventa politica quando risponde alle emergenze epocali con la capacità di coniugare le potenzialità creative della comunità reale e quelle della comunità virtuale, concependo la tecnica come servizio e come linguaggio attraverso cui progettare il futuro.

LA POZZANGHERA. Micropaesaggio interattivo dedicato ai bambini

LA POZZANGHERA. Micropaesaggio interattivo dedicato ai bambini

Studio Azzurro

Studio Azzurro, Babygella

Milano, Scalpendi Editore , 2011

E' un micropaesaggio interattivo dedicato ai bambini.Una pozzanghera interattiva che reagisce, calpestandola, senza sporcare ma producendo suoni ed immagini che fanno vibrare di storie la sua superficie. Un minuscolo territorio instabile da praticare e da condividere con gli altri compagni o con persone più grandi.Il Catalogo è edito da Scalpendi Editore è un libricino-cornice dove poter inserire la propria foto da conservare diventando così memoria dell'esperienza

MUSEI DI NARRAZIONE. Percorsi interattivi e affreschi multimediali

MUSEI DI NARRAZIONE. Percorsi interattivi e affreschi multimediali

Studio Azzurro

Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2011

Questo libro, insieme al DVD, ne ripercorre per la prima volta l’attività nell’ambito dei musei tematici e territoriali, presentando una selezione di progetti e di riflessioni nate dalla sperimentazione diretta sul campo. L’insieme di queste esperienze fa emergere un’ idea di museo come habitat narrativo, luogo immersivo della sperimentazione artistica e territorio della memoria. Le tecnologie multimediali utlizzate favoriscono l’approccio esperienziale, i linguaggi interattivi valorizzano le condizioni di partecipazione con il pubblico e con le comunità virtuali. Si delinea tra le pagine una nuova visione in cui i musei di collezione si trasformano in musei di narrazione.

VALENTIA SENSIBILE. I racconti degli orizzonti, la scatola di montaggio

VALENTIA SENSIBILE. I racconti degli orizzonti, la scatola di montaggio

Studio Azzurro

Milano, Scalpendi Editore , 2011

Valentia Sensibile nasce come un progetto di intervento artistico predisposto all’ascolto oltre che allo sguardo, su un’area solo apparentemente definita che parte dalla città di Vibo Valentia. Un intervento che si sedimenta con una idea solida: quella  degli attraversamenti del tempo, delle parole, dei gesti, dei suoni, dei territori; per affrontare, successivamente, un vero e proprio viaggio durante il quale capiterà di ascoltare, di raccontarsi, di osservare. Questo intervento, dato il suo carattere di permanenza e di prima opera-scultura installata a Vibo Valentia, Palazzo Santa Chiara, costituisce il primo nucleo di un patrimonio incrementabile per un futuro museo dedicato alla storia e alla cultura del territorio vibonese.

DENTRO L'ULTIMA CENA: IL XIII TESTIMONE

DENTRO L'ULTIMA CENA: IL XIII TESTIMONE

Simone Ferrari, Studio Azzurro, Euphon Communication

Milano, Electa, 2010

" Dentro l'ultima cena. Il tredicesimo testimone" promosso dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia è un percorso caratterizzato dall'idea di valorizzazione culturale di un intero territorio, per la promozione del territorio lombardo. Il progetto offre un approccio peculiare alla conoscenza del capolavoro di Leonardo da Vinci, "L'Ultima cena", racchiuso a poche decine di chilometri da Vigevano tra le mura di Santa Maria delle Grazie. a Milano. Un punto di vista creativo, fondato sull'innovazione tecnologica e sulle competenze che il territorio sa esprimere al meglio. Realizzato in un contesto ideale in quanto storicamente legato a Leonardo e alla sua arte"

Aldo Poli, Presidente Fondazione Banca del Monte di Lombardia

MUSEO DELL' ACQUA, FONTE DI PESCAIA, SIENA

MUSEO DELL' ACQUA, FONTE DI PESCAIA, SIENA

Mizar, SocialDesign, Studio Azzurro

Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2010

Il Museo dell'acqua permette di conoscere e apprezzare una delle realizzazioni più straordinarie della storia di Siena: la rete dei canali sotterranei denominati "bottini", un sistema di gallerie che per secoli ha portato l'acqua nelle fonti, nelle piazze e nelle case della città antica. Il Museo dell'acqua offre al visitatore la possibilità di compiere un'esperienza istruttiva ed emozionante, per cogliere la molteplicità delle relazioni tra natura, geologia, storia, arte, ingegneria e gli ambienti multimediali e interattivi che raccontano la complessità di questa grande opera.

MUSEO LABORATORIO DELLA MENTE

MUSEO LABORATORIO DELLA MENTE

Uos Centro Studi e Ricerche ASL Roma E, Studio Azzurro

Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2010

"La cosa importante è che abbiamo dimostrato che l'impossibile diventa possibile. Dieci, quindici anni fa era impensabile che un manicomio potesse essere distrutto. Magari i manicomi torneranno ad essere chiusi e più chiusi di prima. Io non lo so. Ma ad ogni modo noi abbiamo dimostrato che si può assistere la persona folle in un altro modo e la testimonianza è fondamentale. Non credo che il fatto che un'azione riesca a generalizzarsi, voglia dire che si è vinto. Il punto importante è un altro, è che ora si sa cosa si può fare.” (Franco Basaglia, Conferenze brasiliane, 1979)

Un museo di narrazione, che si confronta con la complessa tematica del disagio mentale attraverso testimonianze, memorie, documenti, oggetti; interpretazioni artistiche e performative.Un percorso espositivo, immersivo e multimediale, in cui i visitatori sono calati in una inconsapevole interpretazione degli stadi della follia, delle sue posture, dei suoi ossessivi comportamenti. Follia intesa come altra interpretazione della realtà, come sottile linea di confine tra un mondo intimo e un’alterata oggettività espressa nell’irrisolto contrasto, tra reale e virtuale.
SENSITIVE CITY

SENSITIVE CITY

Studio Azzurro

Milano, Scalpendi, 2010

Sensitive City è l’opera realizzata da Studio Azzurro e curata da offiCina Beijing per il Padiglione Italia in occasione dell’Esposizione Universale di Shanghai 2010. Il tema dell’Expo 2010, Better City, Better Life, invitava i Paesi partecipanti a riflettere sul futuro delle città e a trovare risposte alternative al processo di urbanizzazione contemporaneo. Oggi, in attesa dell’Expo 2015, il libro offre un collegamento ideale tra Shanghai e Milano, attraverso la testimonianza dei suoi protagonisti italiani che hanno rappresentato il nostro Paese in Cina. Con Sensitive City, Studio Azzurro ha voluto ipotizzare una città ideale non generata da un pensiero astratto ma disegnata dal racconto degli abitanti di sei città italiane significative per qualità della vita e bellezza (Lucca, Trieste, Siracusa, Matera, Chioggia, Spoleto). Sensitive City appare al visitatore come un percorso interattivo in cui si può interrogare ciascun personaggio con un semplice gesto, generando uno spazio fatto di relazioni, memorie, sogni, paure e disegnando un percorso in continua trasformazione, capace di conservare e tramandare le tracce dei suoi “portatori di storie”. Il libro raccoglie le testimonianze, le immagini, i labirinti che hanno dato vita a questa città immaginaria ma possibile se i sentimenti, le emozioni e i vissuti delle persone torneranno ad essere considerati nel progetto di una città

 

AMBIENTES SENSIBLES

AMBIENTES SENSIBLES

A. Balzola, A. Molina, P. Rosa

Valencia, Sala Parpallò, 2008

Ambienti Sensibili di Studio Azzurro crea una relazione triangolare tra lo spazio-spettatore-movimento e la relazione dello spettatore con gli schermi come elementi narrativi. La mostra si divide in tre sezioni: "Dove va tutta sta gente", " Coro" e " Tavoli" e lo spettatore è chiamato ad essere soggetto attivo, creando una propria storia sulla base delle proprie sensazioni. Lo spettatore tocca, calpesta la superficie immateriale creata per la immagine. Il risultato è un'esperienza poetica, effimera e intangibile.

FABRIZIO DE ANDRE'- LA MOSTRA

FABRIZIO DE ANDRE'- LA MOSTRA

V. Bo, G. Harari, Studio Azzurro

Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2008

A dieci anni dalla sua scomparsa Fabrizio è più vivo che mai: nei tanti concerti che lo ricordano, nei convegni che si susseguono, nei libri che segnano la sua memoria. In questa mostra si è scelto di tracciare il percorso di una vita e di una poesia canzone nella sua molteplicità, nelle contraddizioni, nelle pieghe intime, spesso contraddittorie, di colpi di genio, di abbagli e anche di zone d'ombra.Si può parlare di Genova, del' Amore e delle Donne, dell'Anarchia e della Libertà, degli Ultimi, persino della Morte e della Guerra attraverso le canzoni di De Andrè. Il percorso, fatto di immagini e di suoni propone anche delle pause riflessive, più didascaliche, nelle sale dedicate alla discografia e alla vita. Questa mostra diviene l'occasione per avviare dei processi, dei metodi di lettura, più che offrire dei racconti finiti e definitivi.

IL CASTELLO DI FORMIGINE

IL CASTELLO DI FORMIGINE

Cinisello Balsamo, Milano, Silvana Editoriale, 2007

Solo fino a un decennio fa, conosciuto molto superficialmente, il castello di Formigine ha trovato delle ampie indagini ricognitive e nei restauri una straordinaria occasione per ricomporre la propria storia costruttiva e soprattutto per ritrovare forme e spazi. Il risultato è stato quello di recuperare alla conoscenza e al patrimonio collettivo un monumento che è prima di tutto la storia di un luogo. La grande attenzione ai cantieri sia di scavo archeologico, sia di restauro ha infatti offerto elementi di grande novità: da una parte l'entità del borgo medievale rinvenuto con la sua chiesa e il cimitero ha consentito di chiarire i processi attraverso i quali si era passati da un ridotto fortificato a un castello residenza e per la prima volta di leggere i mutamenti nella ritualità funeraria tra x e vi secolo; dall'altra di ritrovare e di riconoscere le forme di un complesso sviluppo architettonico che ci ha restituito una sorta di castello nel castello. Un approccio questo, significativo per lo studio degli insediamenti fortificati emiliano-romagnoli.

Il volume narra quest'ampio lavoro multidisciplinare e d'equipe condotto anche in pieno cantiere aperto mentre le opere fervevano e le sorprese non mancavano.

Montagna in Movimento

Montagna in Movimento

Cinisello Balsamo, Milano, Silvana Editoriale, 2007

Una fortificazione di metà Ottocento, in alta valle Stura (provincia di Cuneo), diventa la sede di un racconto museale sulla montagna, fuori dagli stereotipi tradizionali che vi leggono un mondo immobile e chiuso; e diventa, contemporaneamente, occasione per sperimentare un linguaggio e tecniche di comunicazione d’avanguardia.

Volti, voci, gesti, paesaggi….: sfilano le immagini come per un repertorio di memoria un archivio dell’identità culturale di chi vive in montagna, un percorso su tracce di passato e speranze di futuro, un ipertesto sorprendentemente ricco di suggestioni.

Il volume racconta il progetto di Studio Azzurro, con testi di esperti del mondo alpino, e costituisce una sorta di menabò del percorso espositivo, nato per volontà della Regione Piemonte e realizzato dall’Associazione Culturale Marcovaldo nel forte albertino diVinadio.

 

 

 

VIDEOAMBIENTI, AMBIENTI SENSIBILI E ALTRE ESPERIENZE TRA  ARTE, CINEMA, TEATRO E MUSICA

VIDEOAMBIENTI, AMBIENTI SENSIBILI E ALTRE ESPERIENZE TRA ARTE, CINEMA, TEATRO E MUSICA

Bruno di Marino

Milano, Feltrinelli, 2007

Il doppio DVD contiene una selezione di video che documentano 60 opere di Studio Azzurro durante più di vent’anni di attività. Sono frammenti, memorie di opere che per le loro caratteristiche, videoinstallazioni, spettacoli, opere musicali, ambienti interattivi e film, non è facile ritrovare allestite in modo permanente. Ansi, per loro natura e per volontà, esse scompaiono e riappaiono solo secondo le necessita e le condizioni. I DVD sono accompagnati da un libro con testi critici, una conversazione con Paolo Rosa, le schede complete dei lavori presenti in video, disegni e fotografie.

IMMAGINI VIVE

IMMAGINI VIVE

Studio Azzurro

Milano, Electa, 2005

Questo libro non ha la forma né del catalogo illustrato, né del libro d’artista. E’ piuttosto un libro di racconto. Un libro fuori dalle liturgie “artistiche” ma criticamente dentro la spettacolare e angosciante “mutazione” tecnologica cui stiamo assistendo ormai da anni. Questo libro è stato fatto per raccontare le nostre opere, che essendo tecnologiche e virtuali, si levano dai piedi, non ingombrano con la loro presenza. Venticinque icone emblematiche, associate ad un breve testo che introducono capitoli formati da più opere. Un alternarsi di punti fermi e mondi graficamente caotici, di immagini vitali e di testi brevissimi. Questo libro, infatti, è di poche parole.

MUSEO AUDIOVISIVO DELLA RESISTENZA

MUSEO AUDIOVISIVO DELLA RESISTENZA

A cura di Maurizio Fiorillo, Francesca Pelini, Paolo Ranieri

La spezia, Edizioni RES, 2004

Partendo dalla volontà di raccontare "le storie" della Resistenza delle province di Massa Carrara e La Spezia con un linguaggio contemporaneo, il linguaggio delle nuove tecnologie, cioè il linguaggio di studio Azzurro, si è cercato di "rivitalizzare la memoria", di restituirle nuova linfa vitale. Per accompagnare il ricordo attraverso i cambi di sensibilità che avvengono, inevitabili, con il trascorrere del tempo. Si vuole recuperare quella densità umana che sta nel raccontare a voce, ma che soprattutto risiede nei gesti, nelle espressioni, nella luminosità degli sguardi, nell'intensità dei silenzi. Quelle che si vedono nel museo di Fosdinovo non sono interviste, ma ritratti che accompagnano le storie,sono racconti di una generazione anziana, che non possiamo lasciar partire con un bagaglio così importante. Basta il gesto dell'avvicinare la mano e toccare la pagina virtuale del libro per coinvolgere lo spettatore e trasferirgli il senso di quell'esperienza. Luogo della memoria e luogo partecipativo. Se rimane centrale la volontà di tener viva la memoria della Resistenza in quelle zone, come patrimonio di storia e di Identità, non si è rinunciato a parlare anche di attualità. Ci si vuol accostare anche alla profonda rivoluzione che stiamo vivendo. Usare i nuovi mezzi tecnologici vuol dire, forse, imparare a fare la nostra minuscola resistenza quotidiana.

CAVEU.STUDIO AZZURRO

CAVEU.STUDIO AZZURRO

A cura di Andrea Lissoni

Siena-Prato, Gli Ori , 2002

Caveau è un ciclo espositivo che si articola all'interno di uno degli spazi più singolari del Centro Arte Contemporanea: la camera di sicurezza fatta costruire nel 1952 dalla Banca d'Italia, che allora aveva sede a Palazzo delle Papesse. L'ambiente, intatto e fornito degli arredi originali, dagli armadi in ferro alla porta blindata, si presta assai bene a divenire una sorta di project rum di volta in volta affidata ad artisti che sappiano misurarsi con un luogo così fortemente caratterizzato e di difficile interpretazione. L'opera deve qui trovare necessariamente canali altri di interazione per non correre il rischio di essere annullata. Il cavea, pertanto, non si configura mai come "contenitore" ma aspira a farsi opera esso stesso o, quanto meno, a divenire una delle sue parti costitutive.

MEDITAZIONI MEDITERRANEO

MEDITAZIONI MEDITERRANEO

Studio Azzurro

Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2002

Tra il bagaglio che comunque prepariamo per questo viaggio nel Mediterraneo, tra le telecamere i microfoni i cavi e gli innumerevoli marchingegni elettronici, spicca per imponenza e per valore simbolico il cavalletto. Ci aiuterà a tenere i piedi per terra, a stare fermi ad osservare, ad attendere per lasciare che le cose ci arrivino, senza forzarle. I suoi piedi conficcati nel calore di un vulcano, nelle crepe di una salina, sprofondati nelle sabbie in riva al mare o nelle dune del deserto ci aiuteranno a dialogare con il territorio, a vibrare con il vento, a oscillare con il mare.

Il volume, edito in occasione dalla omonima mostra allestita a Napoli nel 2002, nasce da un progetto di Studio Azzurro teso a condurre lo spettatore attraverso un itinerario nei sensi, nei luoghi e nell'arte di vivere del Mediterraneo attraverso cinque videoinstallazioni, di altrettanti grandi paesaggi- Italia, Grecia, Francia, Marocco e Libia - emblematici di un'area geografica ricca di culture, religioni, costumi qual'è appunto il Mediterraneo. Da immagini raccolte sul campo, estratte dalla quotidianità della vita delle civiltà mediterranee nascono queste installazioni, documentate nelle pagine del libro, che utilizzano la tecnologia come linguaggio per favorire la partecipazione dello spettatore e il suo coinvolgimento facendolo così entrare nel paesaggio con tutti i suoni, colori e profumi.

STUDIO AZZURRO. TAMBURI. Embracing interactive Art

STUDIO AZZURRO. TAMBURI. Embracing interactive Art

Studio Azzurro

Minoru Hatanaka

Tokyo, Nozaky Takeo ICC, 2001

" ..Dobbiamo cercare le linee che portano a far convergere quell'esperienza della materia, degli affetti e dell'immaginazione, con quegli elementi immateriali e virtuali che pur nella loro quotidiana invasività, ci appaiono ancora estranei o perlomeno incapaci di esser portatori di sogni e di vere narrazioni. Uno degli strumenti che ci aiutano a unire questi due mondi è l'interattività…unita all'esperienza delle persone. A patto che nella sua semplicità naturalezza e socialità risultio un vero e proprio "abbraccio" interattivo."

INTERATTIVITA'. STUDIO AZZURRO, OPERE TRA PARTECIPAZIONE E OSSERVAZIONE

INTERATTIVITA'. STUDIO AZZURRO, OPERE TRA PARTECIPAZIONE E OSSERVAZIONE

Studio Azzurro

A cura di Maria Grazia Mattei

Perugia, Fondazione Umbria Spettacolo, 1999

Il libro prende spunto dalla mostra Studio Azzurro, opere tra partecipazione e osservazione, dedicata alla sua ricerca artistica e presentato al centro Espositivo Rocca Paolina della provincia di Perugia durante l'edizione 1998 di Progetto Tecnoarte. La pubblicazione fa parte integrante del progetto ed è incentrata sul tema dell'interattività, in relazione sia alle arti visive contemporanee che alle sue implicazioni sociali, rappresentando perciò una novità nel panorama editoriale italiano. Vi sono inclusi scritti inediti di esperti ed artisti internazionali come Paolo Rosa, Itsuo Sakane, Anne marie Duguet e contributi specifici proveniente dall'archivio di MediaMente/Rai educational.

STUDIO AZZURRO. AMBIENTI SENSIBILI

STUDIO AZZURRO. AMBIENTI SENSIBILI

Studio Azzurro

Milano, Electa, 1999

Il catalogo nasce in occasione della mostra romana del 1999 Ambienti Sensibili. Esperienze tra interattività e narrazione. Un coinvolgente percorso espositivo, nato dall'incessante attività di sperimentazione di Studio Azzurro e da cui hanno avuto origine ambienti dove le scelte fossero frutto della presenza di più persone e quindi il racconto procedesse per causa di più decisioni, dove le sensibilità praticate fossero differenti, dove accanto alla relazione uomo e dispositivo, rimanesse presente quella, essenziale per Studio Azzurro, tra uomo e uomo. Questo è il senso di quelli che sono stati denominati “ambienti sensibili”.

PENSARE L'ARTE. VERITA', FIGURA, VISIONE

PENSARE L'ARTE. VERITA', FIGURA, VISIONE

Studio Azzurro, J. Derrida, C. Sini

Corrado Sinigaglia, Antonio Somaini

Milano, Trivioquadrivio- Federico Motta Editore, 1998

Numerosi sono gli autori di questo libro, e numerosi saranno quelli dei libri a venire. Alla realizzazione di questo volume hanno collaborato tutti coloro che sono stati chiamati da trivioquadrivio in occasione dell'esordio del progetto "pensare l'arte". Autori in senso stretto sono Jacques Derrida, Carlo Sini e Studio Azzurro e i trenta partecipanti che hanno preso parte al laboratorio: a loro va il merito di aver motivato-quando non direttamente pronunciato- tutte le parole contenute nelle pagine del libro. Derrida, Sini e Studio Azzurro: l'incontro tra figure ed esperienze così differenti ha dato vita a una serie di riflessioni ricche ed eterogenee in un intreccio di istanze, linguaggi e tempi diversi, guidati dalla comune esigenza di abitare e progettare quel luogo o meglio, quel limite che al contempo unisce e distingue pensiero filosofico e pratica artistica.

MUTAZIONI ELETTRONICHE. LE IMMAGINI DI STUDIO AZZURRO

MUTAZIONI ELETTRONICHE. LE IMMAGINI DI STUDIO AZZURRO

Domenico De Gaetano

Torino, Lindau, 1995

"In questo libro, i quindici brevi scritti di giovani studiosi, o anche solo curiosi offrono a tutti uno spaccato interpretativo variegato". Questo è un omaggio all'opera di Studio Azzurro che sottolinea oltretutto anche la relazione con la città di Torino. Tale omaggio, articolato in un rassegna di film e video e in una installazione inedita, vuole proporre uno sguardo ipotetico sul futuro delle immagini in movimento, e "mutazioni elettroniche" una possibile guida di un mondo di immagini sintetiche e digitali, sempre più televisivo, interattivo e virtuale, prodotto dalle tecnologie avanzate e frequentato e posseduto con disinvoltura soprattutto dai giovani.

STUDIO AZZURRO. PERCORSI TRA VIDEO, CINEMA E TEATRO

STUDIO AZZURRO. PERCORSI TRA VIDEO, CINEMA E TEATRO

Studio Azzurro

A cura di Valentina Valentini

Milano, Electa, 1995

Questo libro, pubblicato dopo più di dieci anni di esistenza e intensa produttività in Italia e all'estero, offre uno sguardo dall'alto su quella parte del percorso di Studio Azzurro svolto tra il 1982 e il 1993 che, per il suo tracciato non lineare è spesso conosciuto solo parzialmente. Allo stesso tempo vuole essere "memoria" di un'esperienza che si è mossa dentro i nuovi linguaggi, poiché, paradossalmente, il dispositivo elettronico, depositario di memorie e di eventi che un tempo si consumavano senza lasciar traccia, riesce solo parzialmente a trattenere i segni più intensi della sua cultura.

STUDIO AZZURRO. Videoambienti bull shit 06

STUDIO AZZURRO. Videoambienti bull shit 06

a cura di Gino Di Maggio

Milano, Mudima, 1992

Sono racchiusi in questo catalogo i dieci anni di attività di Studio Azzurro a partire da "Luci di inganni" e "il giardino delle cose". I concetti di di immateriale, simulato e artificiale cominciavano a prendere forma attraverso il mezzo video. Nelle opere successive si sono creati legami tra il video e l'ambiente ( il nuotatore), con l'ambiente e gli spettatori visionari (vedute), con i corpi e gli spazi (prologo e la camera astratta), con il tempo (le storie per corse) con la natura e gli spazi illimitati ( osservazioni sulla natura e kepler's traum) con la luce e il buio ( Delfi). Dieci anni dopo "il giardino delle cose" evidenzia una componente più reale e fisica e sugli schermi c'è una immagine video che non rispecchia più nulla ed è solo se stessa. Importanza è data al concetto di interattività: la mano che tocca..toccare per vedere.

COSA TI SEI MESSO IN TESTA

COSA TI SEI MESSO IN TESTA

A cura di Aldo Colonnetti, Gianni Sassi, Marco Maria Sigiani

Milano, Gabriele Mazzotta, 1991

Immaginare uno spazio organizzato in modo da contenere non tanto un complesso di oggetti, quanto un insieme di concetti e di suggestioni è parso a noi, che da tempo sperimentiamo sulla dimensione immateriale, una proposta stimolante in continuità con queste nostre esperienze. Cercare inoltre di mettere in evidenza e in relazione non solo dei dati raccolti della vita reale e dalla loro evoluzione stoica, ma anche quelli attinti dalla dimensione immaginaria, principalmente quella cinematografica e televisiva, ci è sembrato un utile spunto per tentare di mettere "in mostra" anche quella parte di mondo virtuale che si è ormai formato nella nostra testa. La mostra non ha un solo itinerario possibile ma comincia, da parte dello spettatore, subito con la scelta se iniziare dall'approccio linguistico-immaginativo (dentro la testa) o da quello materico- produttivo (sopra la testa) e successivamente, se passare da una posizione all'altra, incontrando così le varie fasi intermedie collocate sull'asse di divisione dei due ambiti. C'è anche il tentativo di accompagnare i momenti esplicativi necessari alla mostra con spazi più ambientali che vengono usati come transiti da un capitolo all'altro e segnano uno spazio di decompressione, più emotivo, più lasciato alle sensazioni del visitatore.

GLI STILI DEL CORPO

GLI STILI DEL CORPO

Studio Azzurro

A cura di Coop

Modena, Coptip Industrie grafiche, 1988

La mostra promossa dalla Coop ha il merito di indurci a riflettere sul corpo e sui rapporti tra corpo e alimentazione. Il nostro approccio superficiale al corpo è dovuto al fatto che questo, per anni è stato rimosso dalla nostra cultura, contrapposto rigidamente allo spirito. Si sostiene che l'uomo è troppo legato alla fisicità e alla materia ma paradossalmente si potrebbe sostenere il contrario.La mostra e il catalogo " Gli stili del corpo: il cibo e i suoi simboli nel XX secolo, hanno l'ambizione di tradurre, sia in termini conoscitivi, sia in termini comunicativi e spettacolari, questo intreccio di realtà e comportamenti , verso i quali abbiamo sempre avuto e tuttora abbiamo interessi di tipo pratico-operativo che culturale. La mostra privilegia sia un linguaggio visivo ( i televisori) che sembra livellare le differenze storiche all'interno di un immaginario senza tempo, mentre dall'altro lato evidenzia in termini monumentali sei totem emblematici della ritualità alimentare e dei miti del corpo..

LA CAMERA ASTRATTA

LA CAMERA ASTRATTA

Studio Azzurro, G.B. Corsetti

A cura di Valentina Valentini

Milano, Ubu Libri, 1988

Attori e monitor contemporaneamente sulla scena, in un serrato confronto tra la realtà e la sua riproduzione elettronica: è stato questo lo spunto del rigoroso e inventivo percorso di ricerca tracciato da Studio Azzurro e Giorgio Barberio Corsetti in tre spettacoli: Prologo a diario segreto contraffatto, Correva come un lungo segno bianco e La camera astratta.Il set e il palcoscenico, l'oggetto e l'immagine, lo schermo e i suoi confini, il corpo e il simulacro sono così diventati gli elementi di un'efficace pratica espressiva, che è contemporaneamente riflessione teorica sui meccanismi della simulazione e della comunicazione.Il libro raccoglie l'accurata documentazione di questo esemplare percorso di sperimentazione: l'incontro tra due generi spettacolari che si fondono per dar vita a una nuova forma espressiva, con il suo linguaggio e le sue inedite possibilità, tra ardite soluzioni tecnologiche e l'immediatezza comunicativa dello spettacolo dal vivo.Il volume, a cura di Valentina Valentini, ripercorre questa esperienza laboratoriale attraverso gli appunti registici, gli storyboard, le immagini e i testi degli spettacoli, i contributi critici di Pietro Montani e Vittorio Fagone.

IL NUOTATORE (va troppo spesso ad Heidelberg)

IL NUOTATORE (va troppo spesso ad Heidelberg)

Vittorio Fagone, Studio Azzurro, Peter Gordon

Venezia, Centro di documentazione di Palazzo Fortuny, 1984

"Il nuotatore ( va troppo spesso ad Hidelberg)" dello Studio Azzurro appare un modello significativo degli orientamenti multicolori delle attuali ricerche video e sviluppa con coerenza una esperienza dei nuovi mezzi elettronici impiegati per la rivelazione di una serie di segnali minimi della persistenza, della varietà e della complessione di ogni differenza percepita. I monitor sono allineati in una piscina vuota…un orologio segna un tempo, evidenziato attraverso un monitor, nello stesso tempo reale ed artificiale e brevi flash d'immagini scivolano dall'alto in basso sugli schermi. Il sincronismo dell'avanzare del nuotatore è contraddetto dal primo piano…lo spettatore è coinvolto in una situazione di ambigui e multipli spianamenti e si aprono alcune possibili interpretazioni.