LUCI DI INGANNI

Variazioni su oggetti realizzati dal gruppo Memphis

Videoambiente

Milano, Showroom ARC-74, 1982
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«Il vecchio stagno, ah! – una rana salta dentro – dell’acqua il suono». Come un haiku nasce la prima "videoambientazione": in uno spazio immerso nella semioscurità, con luci profilate a terra e puntate sugli oggetti, sono inseriti i video che "mettono in immagine" alcuni oggetti in mostra. Ciascuno schermo è trattato come lo spazio di un teatrino nel quale l’oggetto reale si rispecchia, con l’intento di creare un dialogo continuo tra il dentro e il fuori dello schermo, tra la staticità fisica dell’oggetto e la mobilità dell’immagine rappresentata. Un percorso di piccoli inganni, che vuole evidenziare la possibilità di un uso espressivo del video.

Descrizione tecnica

11 monitor, 7 oggetti della collezione 1981-1982 del gruppo Memphis (videoarmadio, goccia,  videolaminati, fumo, lampada, fiori, videopoltrona)

Crediti

Ideazione Fabio Cirifino, Paolo Rosa, Leonardo Sangiorgi

Fotografia Fabio Cirifino

Riprese video Giuseppe Baresi

Montaggio video Paolo Rosa, Leonardo Sangiorgi