ULTIMA FORMA DI LIBERTA', IL SILENZIO

Opera videoteatrale per canto, suoni e immagini

Spettacolo

Gibellina, XII Edizione Orestiadi, 1993
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Ai piedi dell’immenso cretto segnato dalle fenditure, si colloca una immagine attraversata anch’essa da una profonda crepa. Là sotto, coperti e muti, rimangono i resti della tragedia che ha segnato il Belice. L’“immagine spezzata” preme per rivelare le voci, i gesti, gli stucchi, le pietre e soprattutto gli occhi. Sequenze di sguardi raccolti tra i vecchi di Gibellina, insieme alle inquadrature delle bocche saldate dal silenzio, vuote di parole, ma di quel vuoto che è «come i bozzi di tela, come sacche di mercanti, dove già dall’esterno indovini il contenuto: patate cipolle grano e granoturco, mandorle o farina…». Così cita Ritsos nel testo di quello che più che uno spettacolo vuole essere un intenso scorrere della memoria.

Descrizione tecnica

3 attori, 4 musicisti, 25 vecchi cittadini di Gibellina, 1 parete di monitor spezzata sul “Cretto” di Burri, una videocamera in diretta, 4 programmi video

Crediti

Produzione CRT Artificio di Milano, Le Orestiadi di Gibellina
Ideazione Fabio Cirifino, Moni Ovadia, Paolo Rosa
Drammaturgia Moni Ovadia, Paolo Rosa
Regia Paolo Rosa
Collaborazione  alla regia Paolo Ranieri 
Fotografia e progetto luci Fabio Cirifino
Riprese video Mario Coccimiglio
Montaggio video Fanny Molteni
Suoni e musiche Alfredo Lacosegliaz
Attori Nino Ciaravino, Moni Ovadia, Enrico Stassi
Musicisti Davide Casali, Maurizio Dehò, Alfredo Lacosegliaz, Gianpietro Marazza
Costumi Alberto Chiesa
Produzione generale Reiner Bumke